Sono qui, in hotel, alla reception come al solito e all'improvviso un boato che fa tremare la mia scrivania e il lampadario.
Subito il mio primo pensiero è "Ancora? No, basta!!", perchè il primo pensiero non è quello più ovvio, ovvero che fuori c'è un temporale e che quindi è normale che ci siano i tuoni. No. Il primo pensiero è che ci sia stata un'altra scossa.
Cosa è rimasto dopo il 20 maggio? Dopo il 29 maggio? E dopo tutte quelle "scossette" che hanno fatto tremare il lampadario?
Ora la tv non ne parla più di questa terra ferita. Hanno visto che qui non ci si piange solo addosso, ma si cerca di andare avanti e ricostruire, perciò non sono più "cose" che devono essere mostrate.
Tuttavia, la paura, quella meschina che ti prende nel cuore della notte solo perchè il cane decide di rigirarsi sul letto e te lo fa ballare, quella che ti assale dopo ogni singolo e fottutissimo boato, beh, quella è rimasta eccome.
Quindi, se dovessi usare poche parole, cosa potrei dire per far capire cosa è rimasto da quei giorni?
Direi coraggio per andare avanti, forza per ricostruire, ma paura che tutto venga strappato via da sotto i piedi.