per me...

Un detto dice che L'essenziale è invisibile agli occhi, forse questo essenziale è l'anima di ognuno di noi e qui vi è riposta parte della mia.

mercoledì 31 agosto 2011

storia di una vita

Fin da piccola sono sempre stata cicciottella, paffuta, timida ed introversa. Mi vergognavo di ciò che ero e certamente il mondo esterno non mi aiutava, tuttavia una bella famiglia e qualche amico mi rendevano felice e spensierata. In un giorno, però, la vita assunse toni totalmente diversi. Un abuso da parte di qualcuno che ritieni affidabile, da un adulto con cui condividi parte del tuo sangue, cambia il modo e la prospettiva nel vedere il mondo. Andare avanti con questo peso, sorridendo, non è stata cosa facile. Per quanto una bambina sia ingenua, capisce bene cosa si può dire o cosa no e certamente questa rientrava nella seconda categoria.
Fino alla scuola media era il mio piccolo segreto, ma quando trovai amici di cui potevo fidarmi, finalmente iniziai ad alleggerire il mio peso sulle spalle. Purtroppo avevo un disperato bisogno di essere circondata da persone, quindi mi fidai anche di chi non conoscevo così bene e così la mia storia divenne di dominio pubblico, col risultato che il mio ultimo anno, la terza, fu un vero e proprio inferno. A quell'età i ragazzini sono cattivi, crudeli e spietati e non capiscono cosa sia la sofferenza di un peso così grande. Giurai a me stessa che prima o poi me l'avrebbero pagata, anche se speravo comunque in una futura scusa, quando avessero compreso il significato delle mie parole. Quando finì finalmente la scuola, tutti piangevano in un finto dispiacere, io invece ero felice, perchè la mia vita sarebbe finalmente cambiata.
Le superiori significavano una nuova possibilità, un nuovo mondo e un nuovo sogno in cui credere.
Così, accanto all'amica di sempre, iniziò un nuovo cammino.
Conobbi nuove persone, alcune con i miei stessi interessi altre, invece, totalmente diverse da me e finalmente il mondo tornò ad assumere toni un po' più leggeri.
Ma quanto può durare la calma a quell'età? Nuove nubi erano difronte a me e vi entrai senza pensare alle possibili conseguenze. Così iniziai ad interrogarmi su me stessa, sulle persone accanto a me, sui sentimenti che era possibile provare e sulle sensazioni che la pelle provava al tocco di determinate persone. Certamente una cosa mi fu chiara subito: le relazioni che avrei avuto mi avrebbero urtato in un modo o nell'altro, perchè quando vieni toccata quando sei ancora acerba, cicatrici invisibili si creano su e dentro di te.
Oltre a questo si fece largo anche il mio lato puramente egoista, che voleva ciò che desiderava, proprio come una bambina viziata. Di conseguenza feci del male anche a chi volevo bene. Direi che questo sia il più grande rimorso che si possa provare.
Litigai con lei e per un anno non ci parlammo. Ora vedo più chiaramente anche i miei sbagli.
Litigai con i miei genitori, come fanno tutti gli adolescenti.
Litigai col mondo intero, penso. Proprio perchè volevo tutto e lo volevo subito e perchè dalle persone pretendevo assoluta lealtà. Ma le persone non sono così, non mostrano sempre la solita facciata e, avrei già dovuto capirlo prima, spesso ti mentono e provano piacere nel vederti soffrire.
Tuttavia, col passare del tempo, le cose sembrarono sistemarsi.
Quando pensai di essere finalmente felice, però, fu un susseguirsi di perdite. Una sorella, anche se non di sangue e un cugino furono i primi ad andarsene. Non ne volevo parlare con nessuno. Le uniche cose che dovevo dire, le scrivevo tramite messaggio, e-mail o lettera e mi rifugiavo nel mio mondo per nascondere ancora una volta le ferite che erano state inferte ancora una volta al mio cuore. Alcuni amici mi lasciarono perchè, a loro parere, non dovevo prendermela così tanto. Così inizia a cercare consolazione altrove. Sui forum, conobbi due regazze con cui feci amicizia abbastanza in fretta. Avevamo interessi abbastanza simili e vite che ognuna voleva nascondere. Ma la vita non è dentro ad un pc, quindi iniziai a conoscere una ragazza che era stata emarginata dal gruppo, la quale, a sua volta, mi fece conoscere un ragazzo della scuola accanto alla nostra. Grazie ai suoi contatti conobbi tante persone nuove. Uno ragazzo, in particolare, divenne mio amico, anche se ci sentivamo solo tramite pc. Lo feci conoscere ad una delle ragazze del forum e tra loro scattò la scintilla, anche se lontani. Così iniziarono i nostri viaggi verso Arezzo. Intanto iniziai a capire che non tutti i ragazzi volevano qualcosa si serio, come, invece, pensavo. Provai anche a conoscere persone più grandi, per vedere se almeno loro desideravano la medesima cosa. Purtroppo mi accorsi che non era come nei film, che due si innamorano e vivono felici e contenti, ma avevo comunque la mia amica di sempre, il mio nuovo amico, fidanzato con una delle altre mie due uniche amiche lontane.
Tuttavia come si fa a resistere all'attrazione quando questa inizia ad insinuarsi lentamente tra due corpi e anime? Sbagliammo, ma quell'errore lo commetterei ancora tante volte!!!
Così litigammo con l'amica di Arezzo, che ovviamente si sentiva tradita.
Poco dopo se ne andò un vecchio amico e di seguito anche mia nonna ci lasciò.
Vedere il proprio padre così distrutto è stato uno spettacolo di cui avrei fatto volentieri a meno.
Tuttavia bisogna andare avanti, e con qualcuno al tuo fianco, il peso finalmente si può condividere.
Poco dopo un brutto tumore divorò il corpo e l'anima di mia zia e ancora una volta dovetti dire addio ad una persona cara.
Finalmente però le cose iniziarono a cambiare. Il trovare un qualche lavoro, il pensare al futuro, faceva nascere in me buone speranze per il futuro e così è tuttora.
Sono consapevole che è solo una discesa, prima di un'altra dolorosa e faticosa salita, ma cominciare a strutturare il proprio futuro, il vedere una splendida ragazzina che inizia a vivere la sua vita, assaporare il cambiamento nell'aria ed avere la certezza che, in un modo o nell'altro, alcune persone ci saranno sempre, mi da la forza per andare avanti con il sorriso.